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Agricoltura italiana: un bilancio del 2013 tra luci ed ombre

foto80Recentemente  è nato“AgrOsserva”, l’Osservatorio Ismea-Unioncamere sulla congiuntura del settore agro-alimentare, definito dal Presidente dell’Ismea come  “un nuovo e più completo strumento per monitorare le dinamiche congiunturali e di mercato del settore”. Il primo rapporto trimestrale di analisi e previsioni sull’agroalimentare italiano pubblica un bilancio non molto positivo per l’agricoltura italiana.

Dai dati Ismea emerge che, nel terzo trimestre del 2013, la congiuntura dell’agricoltura nazionale si è rivelata negativa nel complesso; più in particolare, però, i dati sui costi di produzione, sull’andamento del mercato e sul fatturato sono risultati in lieve miglioramento rispetto al trimestre precedente. Le rese delle colture in campo e i raccolti delle piante in produzione non hanno raggiunto i livelli attesi dai produttori, a causa degli effetti negativi del maltempo che aveva caratterizzato il periodo primaverile e l’inizio dell’estate.

La contrazione dei prezzi all’origine dei prodotti agricoli registrata nel terzo trimestre è una diretta conseguenza della forte debolezza della domanda nazionale, solo in parte compensata dal buon andamento della domanda estera, alla quale però si rivolge una quota limitata delle imprese agricole nazionali.

Dai dati 2013 sui conti nazionali, anche se non ancora completi, si può comunque desumere un andamento complessivamente migliore per il settore primario rispetto a quanto rilevato per il sistema industriale  nazionale nel suo complesso.

Nel terzo trimestre 2013 si intensifica il processo di ridimensionamento del tessuto produttivo agricolo italiano, con una riduzione del numero di imprese rispetto al trimestre precedente di ben 7.716 unità e un calo del 4% rispetto ad un anno fa (e del 10% negli ultimi quattro anni). Dalla disaggregazione territoriale si evince che il Nord-Est è ancora una volta l’area più colpita (-5,2%), mentre il Centro fa registrare la dinamica meno negativa (-3,1%).

I dati dell’Osservatorio registrano al contempo la “vitalità” del settore agricolo rispetto agli altri settori produttivi del Paese: nel corso del 2013, infatti, sono nate ben 11.485 nuove imprese agricole, il 10% di tutte le nuove imprese registrate.

Il 17% dei titolari di nuove imprese agricole è costituito da giovani di età inferiore a 30 anni. Così come è interessante rilevare che è il Sud a mostrare maggiore interesse per l’agricoltura, forse perché è più difficile trovare lavoro in altri settori come quello industriale o dei servizi. Infatti circa il 50% delle nuove imprese è localizzato nel Sud, il 24% nel Nord-Est, il 14% nel Centro e il 12% nel Nord-Ovest.

Il settore agricolo si caratterizza poi per un’importante presenza femminile in quanto il 29% delle imprese è diretta da donne. Il contributo delle donne alla direzione delle imprese agricole si dimostra maggiore nel Centro-Sud, mentre è significativamente più basso nel Nord-Est.

Più tonica la domanda estera che ha permesso nei primi nove mesi del 2013 una crescita delle esportazioni agroalimentari del 5,8% rispetto al 2012, con aumenti particolarmente significativi per vini e spumanti (+8,3%), olio di oliva (+9,9%), ortaggi freschi (+12,3%), e variazioni positive per frutta fresca e trasformata, pasta, salumi, formaggi e latticini.

Per dirlo in estrema sintesi, con le parole di Coldiretti a proposito del 2013: “In questi casi si parla solitamente di bilancio tra luci ed ombre”.

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