Irrigazione e fertirrigazione del mais a goccia

foto60Il mais fu conosciuto dagli europei un mese dopo la scoperta dell’America, all’interno di Cuba, dove era chiamato maíz.

Qualche tempo dopo il mais iniziò a diffondersi in Italia, probabilmente con varietà provenienti dai vicini Balcani (da cui forse deriva il nome popolare di “granoturco”). Le regioni della Pianura Padana, e in particolare quelle nord-orientali, grazie al clima favorevole furono quelle che introdussero il mais nei loro ordinamenti colturali con larghezza tuttora insuperata. Ma anche le regioni peninsulari centrali trovarono nel mais un valido contributo al sostentamento alimentare delle popolazioni agricole.

Oggi le regioni italiane più intensamente maidicole sono Veneto, Lombardia, Piemonte e Friuli Venezia Giulia: da sole queste quattro regioni producono circa 2/3 di tutto il mais prodotto in Italia. Il mais è meno coltivato nell’Italia Meridionale, e praticamente assente nelle isole. La coltura del mais, recentemente, riceve molta attenzione per gli interessi economici che gravitano intorno al suo utilizzo a scopi energetici.

La Gal Italia suggerisce come tecnica di irrigazione più indicata per questa coltura quella a goccia connutrimento attraverso fertirrigazione.

• Fertirrigazione più efficiente;

• Distribuzione più uniforme di acqua e fertilizzanti;

• Risparmio energetico;

• Risparmio idrico e riduzione delle pressioni di esercizio;

• Utilizzo di sistemi ai automazione e riduzione della manodopera;

• Possibilità di usare il sistema a qualsiasi ora del giorno;

• Nessuna influenza del vento;

• Nessuna erosione del suolo e nessun effetto battente;

• Uniformità  eccellente anche sui bordi degli appezzamenti;

• Rese più elevate del 10-20% per la maggiore uniformità ed efficienza della fertirrigazione.

La tecnica tradizionale, con ala esterna, prevede la semina a file distanti 75 cm, le prime due irrigazioni effettuate con irrigatori semoventi per favorire la germinazione e la produzione di radici di supporto da parte delle piantine, la stesura dell’ala a file alterne (circa 6.700 m/ha) con spaziatura tra i gocciolatori dai 30 ai 75 cm a seconda del tipo di terreno.

Il dimensionamento dell’impianto deve essere fatto per poter raggiungere una restituzione giornaliera di almeno 10 mm.

Una tecnica alternativa è rappresentata dalla semina a file distanti 50 cm, lasciando invariata o aumentando di poco la densità di semina. In questo modo è possibile, con le varietà moderne, fare a meno delle irrigazioni di avvio e intervenire direttamente con le ali gocciolanti che, in questo caso, raggiungeranno la lunghezza di 10.000 m/ha.

Una ulteriore evoluzione è rappresentata dalla subirrigazione o SDI (subsurface drip irrigation), che consiste nell’interrare ali gocciolanti con una maglia studiata in funzione delle caratteristiche del terreno e delle piante che dovranno essere seminate. Nel caso di rotazioni programmate si consiglia di cercare la profondità ottimale che permetta di rifornire i diversi apparati radicali. La posa interrata cambia la gestione del suolo dove ci si dovrà limitare a lavorazioni superficiali o preferibilmente a semine su sodo con lavorazioni minime o nessuna lavorazione.

La logica della subirrigazione su una rotazione prescinde dalla singola coltura, intendendo irrigare, piuttosto, una “superficie” dove si alterneranno, negli anni, le diverse specie (mais, medica, triticale, sorgo, bietola, ecc.). La maglia deve, pertanto, essere studiata attentamente per garantire i differenti apparati radicali.

Si utilizzano ali gocciolanti pluristagionali (ADI, Vered, Vardit) e, se la lunghezza diventa consistente (supera i 150-200 m), si consigliano quelle dotate di dispositivo anti-sifone (Assif) come coadiuvante di un sistema di sfiati aria che deve, in ogni caso, essere correttamente dimensionato.

Il sistema deve essere provvisto di un adeguato sistema di filtrazione, di idrovalvole di controllo e di un contatore volumetrico per il monitoraggio delle portate erogate e, di conseguenza, dello stato di efficienza del sistema stesso. Nella sub-irrigazione l’intero sistema di distribuzione è completamente interrato per rendere tutto il terreno agricolo completamente fruibile senza impedimenti.

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