La nuova Pac 2014-2020

foto79Sono tre gli obiettivi principali della nuova Pac 2014 – 2020:

1. Una produzione alimentare sostenibile, attraverso l’aumento della competitività del settore agricolo e la redditività delle produzioni;

2. Una gestione sostenibile delle risorse, per garantire la produzione di beni pubblici e il contrasto agli effetti del cambiamento climatico;

3. Uno sviluppo territoriale equilibrato, per valorizzare la differenziazione delle agricolture e delle aree rurali.

Il mezzo attraverso il quale ci si propone di raggiungere gli obiettivi è la semplificazione delle pratiche di accesso agli aiuti messi in campo dalla politica agricola.

Nell’argomentare le sue proposte, la Commissione dichiara di aver raggiunto importanti risultati negli anni precedenti: aver orientato maggiormente l’attività agricola al mercato; sostenuto nel contempo il reddito dei produttori; aver inglobato maggiormente gli aspetti ambientali e rafforzato il sostegno allo sviluppo rurale. Tuttavia, dal processo di riforma sono scaturite due nuove ed importanti esigenze: una migliore ripartizione del sostegno sia tra gli Stati membri che al loro interno e l’attivazione di misure più mirate alle sfide ambientali e all’accresciuta volatilità del mercato.

Secondo le previsioni della Commissione, la pressione sui redditi agricoli proseguirà. Gli agricoltori saranno chiamati ad affrontare rischi sempre maggiori, in un quadro di rallentamento della produttività e di riduzione dei margini, a causa dell’aumento dei prezzi dei mezzi di produzione. Il sostegno al reddito deve quindi essere mantenuto e occorre rafforzare gli strumenti che permettono una migliore gestione dei rischi finanziari e una capacità di reazione più adeguata alle situazioni di emergenza.

La condizionalità (ossia a l’insieme delle norme e delle regole che le aziende agricole devono rispettare per poter accedere al regime del pagamento unico) rimane alla base dei pagamenti diretti; ad essa si aggiunge il 30% dei pagamenti diretti destinato all’inverdimento (greening), che rappresenta la novità più rilevante e anche più controversa della riforma. La nuova Pac introduce, infatti, una normativa che spinge tutti gli agricoltori dell’Unione europea beneficiari di sostegno ad andare oltre gli attuali obblighi di condizionalità e a svolgere quotidianamente un’azione benefica per il clima e per l’ambiente. La Commissione attribuisce al greening un ruolo strategico, come strumento di produzione di beni pubblici ambientali da parte degli agricoltori: ritenzione del carbonio nel suolo, mantenimento degli habitat erbosi presenti nel pascolo permanente, protezione delle acque e degli habitat attraverso aree di interesse ecologico, miglioramento della resilienza dei suoli e degli ecosistemi con la diversificazione delle colture.

La scelta di un rafforzamento della componente ambientale della Pac ha alimentato molte critiche da parte del mondo agricolo ed agroalimentare, con l’accusa alla Commissione di innescare una “deriva ambientalista”, a scapito di altre importanti sfide con cui l’agricoltura è chiamata a confrontarsi, come la crisi economica, il crescente fabbisogno alimentare mondiale, la volatilità dei prezzi e la contrazione dei redditi. Tuttavia l’obiettivo politico di una Pac più orientata ai beni pubblici va nella giusta direzione secondo molti esperti; inoltre, sul terreno politico, esso può rappresentare un argomento strategico che il commissario Cioloş ha utilizzato e utilizzerà nel negoziato sul bilancio, per mantenere una dotazione finanziaria adeguata alla Pac del dopo 2013.

Di seguito una sintesi delle innovazioni introdotte dalla nuova Pac:

Agricoltori attivi – Viene introdotta la figura dell’agricoltore in attività, come colui che mantiene una attività agricola minima nei propri terreni. Inoltre, è data facoltà agli Stati membri di adottare criteri maggiormente restrittivi e decidere di non garantire i pagamenti diretti a quei soggetti la cui attività agricola sia una parte insignificante delle loro attività economiche e/o non sia la principale attività.

Convergenza interna – La proposta iniziale della Commissione era basata sul raggiungimento di un aiuto uniforme (flat rate) a livello nazionale o regionale su tutte le superfici agricole. A seguito di un compromesso è stata poi inserita una maggiore flessibilità, che consentirà di evitare l’applicazione della cosiddetta flat rate e di garantire il mantenimento di un adeguato grado di differenziazione nel valore dei titoli, rappresentativo dei diversi sistemi agricoli. Ciò è possibile grazie ad un sistema che prevede una gradualità nel meccanismo della convergenza prevedendo, al 2019, un pagamento minimo obbligatorio per ettaro pari al 60% della media nazionale o regionale, ma con la possibilità per lo Stato membro di limitare le perdite per ogni singola azienda al 30% del valore iniziale.

Greening – Le politiche di inverdimento sul primo pilastro (greening) sono state profondamente migliorate rispetto all’iniziale proposta della Commissione: il risultato ottenuto risponde senz’altro meglio alle esigenze dell’agricoltura mediterranea e di quella italiana in particolare. Il compromesso finale si caratterizza per una maggiore flessibilità e maggiore considerazione dei sistemi agricoli mediterranei. E’ stata infatti prevista la possibilità di considerare come misure greening anche le componenti cosiddette “equivalenti”, quali le misure agro-ambientali dei Programmi di Svliuppo Rurale e le certificazioni ambientali.

Aiuti accoppiati – Il massimale da destinare ad aiuti accoppiati è stato fissato per il nostro Paese al 15% del plafond assegnato, comprensivo del 2% da destinare alle colture proteiche. Ciò consentirà di garantire un ulteriore e mirato sostegno a produzioni agricole strategiche o che attraversano un particolare momento di crisi.

Premio supplementare per i primi ettari – Viene introdotta la possibilità per gli Stati membri di utilizzare fino al 30% del proprio budget per aumentare il sostegno sui primi 30 ettari delle aziende agricole, sino al 65% del valore medio dei titoli nazionali o regionali.

Giovani agricoltori – È stata resa obbligatoria la maggiorazione degli aiuti diretti per le aziende condotte da giovani agricoltori, ciò significa che gli Stati membri possono decidere di assegnare agli agricoltori fino a 40 anni di età, per i primi 5 anni d’insediamento, degli aiuti supplementari pari, in genere, al 25% del valore della media individuale dei titoli o della media nazionale dei pagamenti diretti o aiuti forfettari per azienda.

Piccoli agricoltori – E’ stata prevista la facoltà per lo Stato membro di adottare un quadro semplificato per le piccole aziende che riceveranno un contributo forfettario, eliminando lungaggini burocratiche e semplificando le procedure sia per gli agricoltori che per le Amministrazioni. Rispetto alle proposte iniziali, l’importo viene aumentato fino a 1.250 euro per beneficiario. È confermata per i piccoli agricoltori l’esenzione da greening e dalle sanzioni per la condizionalità.

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