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I vantaggi dell’irrigazione a goccia

L’irrigazione a goccia nacque negli anni ‘60 in Israele dove fu brevettato il primo metodo pratico di dispositivo per irrigazione a goccia di superficie.

Questo metodo ebbe rapidamente successo in un paese dove la disponibilità d’acqua costituiva un fattore fortemente limitante per lo sviluppo dell’agricoltura e si espanse in luoghi dove esistevano analoghe difficoltà di approvvigionamento idrico (Australia, aree aride del Nord e Sud America).

L’efficienza del sistema ha poi determinato la sua diffusione a livello mondiale.

I principali componenti degli impianti d’irrigazione a goccia sono: una pompa che permette di pressurizzare il sistema, un sistema di filtrazione principale per proteggere l’impianto dai solidi sospesi, una condotta di adduzione che porta l’acqua dalla fonte al campo che deve essere irrigato, una rete di distribuzione e la parte disperdente costituita da ali gocciolanti integrali (con gocciolatore inserito internamente al tubo di distribuzione) o da tubi con gocciolatori inseriti esternamente.

In linea generale l’irrigazione a goccia aiuta ad ottenere un buon risparmio dell’acqua riducendo l’evapotraspirazione ed il drenaggio in profondità dal momento che l’acqua può essere somministrata con maggiore precisione alle radici delle piante rispetto quanto accade nei sistemi di irrigazione a pioggia o a scorrimento. Più in dettaglio i vantaggi degli impianti di irrigazione a goccia possono essere sintetizzati come di seguito:

Volumi d’acqua molto contenuti (1: 2-3)

Con l’irrigazione a goccia l’acqua viene distribuita solo nell’area interessata dalle radici delle piante, nella quantità e con la frequenza più adatta alla fase di sviluppo della coltura. L’acqua viene erogata a tutte le piante in maniera uniforme e mirata.

Pressioni di esercizio pù basse

Gli impianti irrigui a goccia sono anche conosciuti come sistemi “a bassa pressione”, dove le pressioni di esercizio si mantengono entro i 4 bar e, nella gran parte dei casi, si accontentano di 2.

Ridotte perdite per evaporazione e percolazione

La rapida infiltrazione dell’acqua e la esigua superficie bagnata riducono le perdite per evaporazione superficiale, contemporaneamente la possibilità di distribuire solo le quantità necessarie a soddisfare le necessità del volume di terreno esplorato dalle radici assorbenti, garantisce il contenimento delle perdite per percolazione.

Costi energetici minori del 30-40%

Le basse pressioni di esercizio e la minore perdita di acqua erogata abbassano, ovviamente, anche i costi energetici dell’impianto.

Tubazioni principali e secondarie più piccole

L’irrigazione a goccia, quando ben progettata, consente di ridurre in maniera consistente le dimensioni dei componenti della rete idrica lavorando con una logica di settorializzazione dell’impianto.

Ridotta presenza di erbe infestanti

Grazie alla riduzione sia della superficie bagnata che della quantità totale di acqua disponibile .

Localizzazione dei fertilizzanti nella zona di attivo assorbimento

L’irrigazione a goccia è il sistema più efficace per la nutrizione della pianta poiché consente un rapido assorbimento delle sostanze nutritive. Ciò avviene grazie all’alta densità delle radici nell’area bagnata dai gocciolatori e dall’elevata aerazione del terreno.

Possibilità di entrare in campo durante l’irrigazione

Con impianti di questo tipo si può irrigare senza bagnare le foglie delle piante e lasciando buona parte del terreno asciutto. I tempi irrigui sono molto elastici ed indipendenti dalle ore del giorno e dalle condizioni atmosferiche (il vento in particolar modo) e che i lavori in campo possono continuare anche durante l’adacquamento.

Riduzione dello sviluppo di malattie fungine e batteriche per minor umidità

Il fatto che le foglie rimangano asciutte durante l’irrigazione diminuisce il possibile sviluppo delle malattie producendo un sostanziale miglioramento della salute della pianta e riduzione della necessità di difesa fitosanitaria.

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